La storia

Casandrino, paese dell' hinterland napoletano, evidenza problematiche e annotazio­ni tipiche dei centri facenti parte di quell'area divenuta ormai un ampliamento della periferia della città di Napol                               i

Secondo l'ultimo censimento, nel paese risiedono circa 12.000 abitanti, di cui solo 3.000 appartenenti al nucleo storico, mentre oltre 9000 migrati da zone limitrofe, ma soprattutto dal capoluogo.

Da ciò consegue pendolarismo e difficoltà di amalgama sociale fra il nucleo storico e quello di nuovo insediamento, che tende ad isolarsi; inoltre, negli ultimi anni si è verificato, sul territorio, un notevole incremento della popolazione da parte di co­munità pakistane.

L’agricoltura, un tempo trainante per l’economia locale, oggi svolge un ruolo assolutamente marginale ma non c'è stata neanche un'adeguata espansione industriale.

L’economia locale si basa prevalentemente sul terziario: i cittadini, per lo più, lavorano nei servizi del pubblico impiego ma molti sono venditori ambulanti, piccoli commercianti e artigiani.

Molte famiglie, inoltre, trovano impiego a domicilio nell’assemblaggio di manufatti, incrementando il lavoro nero e quello sommerso.

Dai registri del collocamento si evince che il 22% della popolazione attiva è in attesa di una sistemazione lavorativa.

Non ci sono spazi verdi pubblici né luoghi di incontro dove la popolazione pos­sa incontrarsi e partecipare ad iniziative socioculturali, non un cinema o un teatro, e nemmeno strutture pubbliche sportive. Gli unici centri aggreganti sono rappresentati da qualche centro sportivo privato, dalla Comunità cattolica Humanitas, dove i ragazzi hanno la possibilità di frequentarsi e di avere scambi culturali, dalla Proloco, dall’Istituto comprensivo, dalla sede staccata del liceo socio-psico-pedagogico e da due parrocchie. I punti di ritrovo più comuni, per l’occupazione del tempo libero, sono quindi rappresentati dai bar, da qualche circolo culturale e, soprattutto, dalla strada che può rappresentare un pericolo per l’infanzia.

Il servizio di trasporto pubblico urbano ed extraurbano risulta inadeguato per cui, il collegamento con Napoli ed i centri limitrofi è molto difficoltoso e carente. Mancano completamente mezzi di trasporto per i cittadini portatori di handicap anche se da qualche anno il comune ha istituito un servizio di trasporto per gli alunni con deficit motorio

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